Aria

Incipit  :  Prence è ver: la morte attendo
Forma :  duetto
Metro dei versi :  8
Personaggio :  Sesto, amico di Tito, amante di Vitellia
Tito Vespasiano, imperador di Roma
Autori :  G. Scarlatti (comp.)
P. Metastasio (lib.)
Data e Luogo :  23/01/1760 - Venezia
Testo :  Prence è ver: la morte attendo.
Da quel labbro a me sì caro,
ma per me fia troppo amaro
separarmi dal mio re.

Parti ingrato, io non t'ascolto.,
non parlarmi del tuo fatto
abbastanza sventurato
io già sono al par di te.

Per pietade un guardo almeno.
Non t'ascolto,
infedel a me t'invola.
Ecco io parto ti consola,
già vicino è il mio morir.
Quegli accenti, oh dio, nel core
fan crudel il mio martir.
Ah crudel tiranna sorte
perché mai serbarmi in vita
se più fiero della morte
è l'affanno del mio cor.

Note: :  ---
  Relazione :  ---
Titolo dell'opera :  La clemenza di Tito*  
dramma per musica
Autori dell'opera :  Giuseppe Scarlatti (comp.)
Pietro Metastasio (lib.)
Fonte :  libretto: prima edizione
Giuseppe Scarlatti, La clemenza di Tito
Venezia, Antonio Comin, 1760
Posizione :  n. 18 - atto.scena: 3.06 / pos. C; p. 41
Rappresentazione :  23/01/1760 - Venezia, Teatro San Benedetto : prima assoluta
Interprete :  Giuseppe Aprile, detto Sciroletto (Sesto)
Giuseppe Tibaldi (Tito Vespasiano)

           Stemma dell'Aria:  2  testi

 annulla      confronta arie
Incipit relazione Personaggi Interpreti Autori Opera
Autori
Luogo
Edificio
Data fonte
L1 Prence è ver: la morte attendo nuova Sesto
Tito Vespasiano
G. Tibaldi
G. Scarlatti
P. Metastasio
La clemenza di Tito*
    G. Scarlatti
    P. Metastasio
Venezia
Teatro San Benedetto
23/01/1760 DRT0010489
          L2 Sposo è ver qual rea mi vedi riscrittura Issipile
Giasone
G. Manzoli
G. Scarlatti
P. Metastasio
L' Issipile*
    G. Scarlatti
    P. Metastasio
Vienna
Burgtheater
aut. 1760 DRT0025305