Veggo un lume di torbida face odo l'ombra che freme d'intorno; ombra, ah taci, deh lasciami in pace; non son io che ti privo del giorno, sono i numi, è il destino crudel.
Taci, oh dio, non accrescermi affanno; non chiamarmi inumano, tiranno, che abbastanza mi fulmina il ciel.