| Incipit : |
Giacché mi sprezzi ingrato |
Forma : |
duetto |
Metro dei versi : |
7 |
Personaggio : |
Semiramide, in abito virile sotto nome di Nino re degli Assiri, amante di Scitalce, conosciuto ed amato da lei antecedentemente nella corte d' Egitto come Idreno Scitalce, principe reale d' una parte dell' Indie creduto Idreno da Semiramide, pretensore di Tamiri ed amante di Semiramide
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Autori : |
J. Mislivecek (comp.) P. Metastasio (lib.)
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Data e Luogo : |
aut. 1768 - Praga
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Testo : |
Giacché mi sprezzi ingrato dammi la morte in dono che lieta morirò!
Vanne che al giusto fato ti lascio in abbandono e ognor ti sprezzerò.
Che crudeltade, oh dio. (Più non resisto) addio. Deh per pietà t'arresta. Che pena atroce è questa in così reo tormento accendersi d'amor.
Deh per pietade amore ora mi cangia il core o calma il suo rigor o calma il suo dolor.
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| Note: : |
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Relazione :
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| Titolo dell'opera : |
Semiramide riconosciuta
dramma per musica
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| Autori dell'opera : |
Josef Mislivecek (comp.) Pietro Metastasio (lib.)
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| Fonte : |
libretto Josef Mislivecek, Semiramide riconosciuta

Praga, Giovanna Prussin, [1768]
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| Posizione : |
n. 15 - atto.scena: 2.11 / pos. C; p. 118
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| Rappresentazione : |
aut. 1768 - Praga, Regio Teatro
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Interprete : |
Angela Calori (Semiramide) Antonio Priori (Scitalce)
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