Aria

Incipit  :  Oh sposo adorato
Forma :  terzetto
Metro dei versi :  6
Personaggio :  Alceste, sua sposa
Admeto, re di fera in Tessaglia
Apollo, sotto nome di Evandro confidente d'Admeto
Autori :  P.A. Guglielmi (comp.)
R. de Calzabigi (lib.)
G. Parini (lib.)
Data e Luogo :  26/12/1768 - Milano
Testo :  Oh sposo adorato.
Che veggio! .. Che sento! ...
Pon fine al tormento
che il cielo è tornato
tranquillo per te.

Che palpiti, oh dio,
m'accendo ... M'agghiaccio ...
Mio caro t'abbraccio
la sposa son io
che il cielo di diè.

Tu Alceste ben mio!
Alceste son io.
Che veggio! ... Che sento!...
che palpiti, oh dio!
La sposa son io
che il cielo ti diè.

Pon fine al tormento
che il cielo è tornato
pietoso per te.

O numi clementi.
O numi pietosi.
Sì dolce languore
un tenero core
giammai non provò.

Note: :  ---
  Relazione :  ---
Titolo dell'opera :  Alceste*  
dramma tragico
Autori dell'opera :  Pietro Alessandro Guglielmi (comp.)
Ranieri de Calzabigi (lib.)
Giuseppe Parini (lib.)
Fonte :  libretto: prima edizione
Pietro Alessandro Guglielmi, Alceste
Milano, Giuseppe Richino Malatesta, 1768
Posizione :  n. 34 - atto.scena: 3.ult. / pos. B4; p. 44
Rappresentazione :  26/12/1768 - Milano, Regio Ducal Teatro : prima assoluta
Interprete :  Antonia Maria Girelli Aguilar (Alceste)
Guglielmo D'Ettore (Admeto)
Giuseppe Nicolini (Apollo)

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