| Incipit : |
Sdegno quel dolce incanto |
Forma : |
duetto |
Metro dei versi : |
7 |
Personaggio : |
Scitalce, principe reale d' una parte dell' Indie creduto Idreno da Semiramide, pretensore di Tamiri ed amante di Semiramide Semiramide, in abito virile sotto nome di Nino re degli Assiri, amante di Scitalce, conosciuto ed amato da lei antecedentemente nella corte d' Egitto come Idreno
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Autori : |
Anonimo (comp.) P. Metastasio (lib.)
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Data e Luogo : |
31/01/1770 - Firenze
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Testo : |
Sdegno quel dolce incanto. Oh dio, più mia non sei io più non son per te.
In questo amaro pianto leggi gli affetti miei, l'anima mia qual è.
Deh per pietà mi lascia ... Taci, che pena, oh dio ... Quanto mi costi amor!
Ah chi provò del mio affanno più tiranno più barbaro dolor.
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| Note: : |
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Relazione :
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varianti estensive
Frena quel dolce incanto
Guglielmi P.A. (comp.), Pariati P. (lib.) in:
Sesostri - Venezia, 07/05/1766
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| Titolo dell'opera : |
Semiramide riconosciuta
dramma per musica
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| Autori dell'opera : |
Anonimo (comp.) Pietro Metastasio (lib.)
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| Fonte : |
libretto Anonimo, Semiramide riconosciuta

Firenze, si vende da Gio. Risaliti, 1770
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| Posizione : |
n. 15 - atto.scena: 2.12 / pos. C; p. 51
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| Rappresentazione : |
31/01/1770 - Firenze, Teatro della Pergola
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Interprete : |
Carlo Nicolini, detto il Cadenza (Scitalce) Marianna Bianchi (Semiramide)
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